Catalogo 2026-9 BE-PC-ITA alta - PDF to Flipbook
Published on Sep 09, 2026
Description:
CATALOGOPENSARE. CREDERE. FARE.
Abbiamo la passione e ci divertiamo a comunicarla.
Ci piace quello che facciamo e amiamo metterci in gioco.
Ma quello che facciamo non è un gioco: è la nostra ragione d’essere
e il risultato di quarant’anni di lavoro per la qualità.
Non siamo ancora arrivati:
per noi ogni traguardo è solo un nuovo inizio!NOI
Bellenda nasce nel 1986 da un’idea di Sergio Cosmo e cresce
come progetto di famiglia, profondamente legato alle colline in
cui viviamo e lavoriamo. Da allora il desiderio è rimasto lo stesso:
conoscere il vino continuando a metterci alla prova.
Non ci interessa seguire una sola strada. Preferiamo confrontarci
con luoghi, uve e tempi diversi, lasciando che ogni esperienza
aggiunga qualcosa al nostro modo di pensare. La tradizione ci
offre un punto da cui partire, non una formula da ripetere.
È in questo equilibrio tra continuità e ricerca che riconosciamo
Bellenda: una famiglia, un territorio e la libertà di immaginare
ogni volta un vino capace di raccontarli.LA VIGNA
La vigna è il punto da cui partiamo. È un sistema vivo, inserito in
un paesaggio che il lavoro dell’uomo contribuisce a trasformare e
custodire.
Ogni vigneto reagisce in modo diverso al suolo, all’esposizione
e all’andamento delle stagioni. Lavorarlo significa osservare,
intervenire con misura e accettare che non tutto possa essere
previsto.
Non cerchiamo soltanto uve da trasformare, ma un equilibrio da
accompagnare fino al vino, conservando il legame con il luogo da
cui proviene.IL VINO
Il vino viene dopo: è il risultato di ciò che la vigna ci consegna e delle
scelte con cui decidiamo di accompagnarlo.
Non imponiamo un unico metodo a ogni materia prima. Metodo
Classico, Martinotti, rifermentazione in bottiglia, vini col fondo,
spumanti e frizzanti sono strumenti differenti per esprimere luoghi
e idee differenti.
A guidarci non è la tecnica in sé, ma il risultato che vogliamo
raggiungere. Cerchiamo vini piacevoli da bere, riconoscibili e capaci
di conservare nel tempo il carattere della loro origine e il pensiero di
chi li ha realizzati.LA CURA DELL’AMBIENTE
Viviamo tra queste vigne e siamo i primi a raccoglierne i frutti. Prenderci cura
dell’ambiente significa proteggere il luogo in cui lavoriamo e assumere la responsabilità
delle nostre scelte. Per ridurre la nostra impronta interveniamo ogni giorno, in vigna e in
cantina, con azioni concrete.
Sostituiamo
progressivamente i tetti
convenzionali con tetti
verdi, che rallentano
il deflusso dell’acqua
piovana.
L’energia elettrica che
utilizziamo proviene in
gran parte dai nostri
pannelli solari.
Per il riscaldamento
degli ambienti
privilegiamo pompe
di calore e gas
naturale.
In vigna non usiamo diserbanti:
lavoriamo il terreno, sfalciamo
l’erba e ci facciamo aiutare dalle
nostre pecore.
Recuperiamo
i residui della
potatura e li
trasformiamo
in risorsa
energetica.
Manteniamo ampi
spazi a bosco per
proteggere la
biodiversità.
Utilizziamo bottiglie
in vetro riciclato e
imballaggi provenienti
da fonti rinnovabili
certificate.
In vigna riduciamo il più possibile l’impiego di prodotti e seguiamo le indicazioni del
Protocollo Viticolo del Conegliano Valdobbiadene, nato per tutelare il territorio di
produzione e il suo paesaggio.
Non consideriamo queste azioni un punto di arrivo, ma il modo concreto con cui
cerchiamo ogni giorno un rapporto più equilibrato con l’ambiente.PRIMAVERA
Direzione dei venti a Conegliano nel periodo pri- maverile. La barriera delle Prealpi impedisce che
i venti freddi da Nord e Nord-Est colpiscano le
colline vitate (media annate 2013/2022)
ARPAV U.O.C. Metereologia e Climatologia
PREALPI
AREE IN FALSOPIANO PER LO PIÙ AD USO URBANO
RIVE
CONFINE TERRITORIALE
CORE ZONE UNESCO
Scala 1:100.000
1 cm = 1000 m
Coordinate System: WGS B4/UTM zone 32N
LEGENDA
Suoli costituiti prevalentemente da materiale
di origine fluvioglaciale di antica deposizione
(>20.000 anni), l’età è testimoniata dal colore
arrossato. La tessitura è fine, limosa, immersa in
un ricco scheletro di medio-piccole dimensioni.
Le disponibilità idriche sono medie con minimi
valori verso la fine di luglio, ma vi è una certa
facilità per le radici ad approfondirsi.
I vini sono intensi ed eleganti all’olfatto con
sentori di rosa, pesca, albicocca e agrumi.
Evidente l’armoniosa complessità e la ricchezza
gustativa e retro-olfattiva.
Suoli su calcari marnosi dei bassi versanti
prealpini poco profondi o sottili con presenza
di scheletro. Bassa capacità di ritenzione idrica
e medio contenuto in elementi minerali, medio
spessore esplorabile dalle radici.
• I vini sono eleganti, floreali, sapidi dall’evidente
nota acida e freschezza aromatica che vira
verso la pera, la pesca bianca, l’esotico fresco
e l’albicocca.
Suoli di origine fluvioglaciale, tessitura ghiaiosa su
matrice sabbiosa. Bassa capacità di riserva idrica
e media dotazione in elementi nutritivi. Elevata
profondità utile per l’apparato radicale che si
distribuisce su due palchi.
• I vini sono pieni, strutturati, aromatici con sentori
di mela verde, agrumi e frutta matura.
Suoli composti da marne calcaree e calcareniti a
tessitura moderatamente fine ad alto contenuto in
calcare di colore giallastro.
Lo sviluppo radicale è tendenzialmente profondo,
ma limitato dalla roccia calcarea compatta per
una dotazione idrica media.
• I vini presentano sentori di fiori bianchi, rosa,
pesca, pera, albicocca, di grande spessore
aromatico ed organolettico.
Suoli su marne calcaree dal profilo poco differenziato, profondi dal colore grigio-cenere a tessitura
argillosa a volte compatti. Buona e costante la
riserva idrica e la dotazione minerale. Compresenza di arenarie marnose discretamente solide. Le
radici faticano ad approfondirsi e si dispongono
su due palchi: uno superficiale per l’assorbimento
minerale e uno profondo per quello idrico.
• I vini sono freschi, fragranti, armoniosi con corpo
delicato e snello. I sentori olfattivi si rifanno ai
fiori, alla pesca, alla mela e agli agrumi.
Suoli superficiali costituiti da una base di
conglomerati poligenici (ciottoli calcareo dolomitici cementati da una matrice limoso argillosa)
impenetrabili alle radici su cui poggia uno strato
di suolo a tessitura fine il cui spessore non supera
i 50 cm. Sono suoli poveri dal ridotto apporto
nutrizionale e idrico. Le radici si distribuiscono in
senso orizzontale con una fitta esplorazione del
poco spazio disponibile.
• I vini si presentano eleganti, fini, leggeri con
ricche sensazioni odorose portate verso la pesca,
la mela, la pera e il tropicale.
VALDOBBIADENE SANTO STEFANO
SAN VITO CARTIZZE REFRONTOLO
FARRA DI SOLIGO - VIDOR
ARFANTA
CAMPEA - GUIA
BIGOLINO
SAN GIACOMO DI VEGLIA
MAPPA DELLE DIVERSITÀ
MORFOLOGICHE, PEDOLOGICHE E AROMATICHE
Conegliano Valdobbiadene
Prosecco Superiore DOCG
OVEST EST
SUD
NORDLE 43 RIVE DELLA DOCG
CONEGLIANO VALDOBBIADENE
Con il termine Riva si identificano
i vigneti posti su ripidi pendii
appartenenti a 43 diverse microaree
della Denominazione, ognuna delle
quali ha un proprio suolo,
microclima e morfologia e dalle quali
si ottengono vini dai caratteri unici e
distintivi.
Comune di Valdobbiadene
01. San Vito
02. Bigolino
03. San Giovanni
04. San Pietro di Barbozza
05. Santo Stefano
06. Guia
Comune di Vidor
07. Vidor
08. Colbertaldo
Comune di Miane
09. Miane
10. Combai
11. Campea
12. Premaor
Comune di Farra di Soligo
13. Farra di Soligo
14. Col San Martino
15. Soligo
Comune di Follina
16. Follina
17. Farrò
Comune di Cison di Valmarino
18. Cison di Valmarino
19. Rolle
Comune di Pieve di Soligo
20. Pieve di Soligo
21. Solighetto
Comune di Refrontolo
22. Refrontolo
Comune di San Pietro di Feletto
23. San Pietro di Feletto
24. Rua di Feletto
25. Santa Maria di Feletto
26. San Michele Di Feletto
27. Bagnolo
Comune di Tarzo
28. Tarzo
29. Resera
30. Arfanta
31. Corbanese
Comune di Susegana
32. Susegana
33. Colfosco
34. Collalto
Comune di Vittorio Veneto
35. Formeniga
36. Cozzuolo
37. Carpesica
38. Manzana
Comune di Conegliano
39. Scomigo
40. Collalbrigo -Costa
41. Ogliano
Comune di San Vendemiano
42. San Vendemiano
Comune di Colle Umberto
43. Colle Umberto
Suoli molto evoluti dai colori fortemente arrossati,
argillosi, moderatamente acidi, profondi con
assenza di scheletro.
Buone le riserve idriche, le disponibilità
nutritive e la possibilità di approfondimento degli
apparati radicali. Accanto a questa tipologia vi è la
compresenza minoritaria di marne estremamente
argillose.
• I vini presentano una evidente intensità olfattiva
con note speziate vegetali, limone e di frutta
matura (mela gialla). La maturità si ottiene dopo
qualche mese di affinamento.
Suoli costituiti prevalentemente da materiale
di origine fluvioglaciale di antica deposizione
(>20.000 anni), l’età è testimoniata dal colore
arrossato. La tessitura è fine, limosa, immersa in
un ricco scheletro di medio-piccole dimensioni.
Le disponibilità idriche sono medie con minimi
valori verso la fine di luglio, ma vi è una certa
facilità per le radici ad approfondirsi.
• I vini sono intensi ed eleganti all’olfatto con
sentori di rosa, pesca, albicocca e agrumi.
Evidente l’armoniosa complessità e la ricchezza
gustativa e retro-olfattiva.
Suoli morenici di origine glaciale relativamente
recente (15/20.000 anni), tessitura grossolana
con abbondante scheletro di origine dolomitica
su matrice sabbioso limosa. Profondi, con bassa
capacità di riserva idrica, medja dotazione di
elementi minerali. Elevata profondità utile per gli
apparati radicali.
• I vini sono di grande intensità olfattiva e struttura
aromatica con netti richiami alla frutta matura
(mela e pesca bianca)
e al floreale (sambuco e acacia).
SUSEGANA FELETTI CARPESICA - OGLIANO
Dall’interazione tra clima, suolo e proprietà varietali
si formano gli aromi dell’uva che ritroveremo poi nel vino finitoIl vino
San Fermo è il primo vino di Bellenda e quello nel quale, ancora oggi, la famiglia riconosce il proprio punto di partenza.
Nasce dalle uve Glera coltivate a Carpesica, in un vigneto esposto a sud-sud-ovest, a circa 180 metri, su suoli segnati
dall’antico ghiacciaio del Piave. La ventilazione proveniente dal Fadalto e le marcate escursioni termiche estive accompagnano
una maturazione regolare. Il Metodo Martinotti, con circa due mesi di rifermentazione, ne preserva l’immediatezza senza
ridurlo a un vino semplice. San Fermo occupa così il centro della gamma: fresco e riconoscibile da giovane, ma dotato della
struttura necessaria per sviluppare maggiore complessità nel tempo.
Il sorso
La bollicina è fine e continua, sostiene il vino senza diventare protagonista. Mela golden, fiori d’acacia e una nota di noce
fresca emergono con misura. Il vino scorre con facilità senza diventare esile; freschezza, morbidezza e sapidità mantengono il
finale composto e persistente.
A tavola
È la bottiglia da aprire quando arrivano gli amici e non si sa ancora dove porterà la serata. Funziona con un antipasto di pesce
o con una torta salata alle verdure. L’abbinamento più personale: pizza bianca con mortadella,
tagliata a pezzi e condivisa ancora calda.
Il luogo
San Fermo è la chiesa di campagna accanto al vigneto di Carpesica. Bellenda ne ha scelto il
toponimo per il suo primo vino, legando l’etichetta non a un nome inventato, ma a un luogo reale.
Da allora è diventato il nome più riconoscibile della gamma.
Servizio ed evoluzione
Temperatura: 6-8 °C
Calice: ampio, a tulipano; evitare la flute stretta
Massima fragranza: entro due anni dalla vendemmia
Evoluzione: ben conservato, acquista complessità fino a quattro anni dalla vendemmia
Dati essenziali
Uve: Glera
Provenienza: Carpesica
Vigneto: esposizione sud-sud-ovest; altitudine media 180 metri
Suolo: morenico di origine glaciale, profondo, a tessitura grossolana, con abbondante scheletro
dolomitico su matrice sabbioso-limosa
Clima: ventilato, con correnti notturne dal Fadalto e marcate escursioni termiche estive
Metodo: Martinotti, con circa due mesi di rifermentazione in autoclave
Affinamento prima della spumantizzazione: almeno 4 mesi sulle fecce fini
Zuccheri: 7 g/L
Alcol: 11,50% vol.
SAN FERMO
Valdobbiadene DOCG Brut
Il primo vino di Bellenda, ancora oggi il riferimento più diretto del nostro stile.